Sonntag, 1. November 2026
Donnerstag, 29. Oktober 2026
Degrado del linguaggio e scadimento del pensiero politico.
Il suo intento
non era una lezione da purista del
bello stile ma sorgeva dalla preoccupazione sulle conseguenze che un linguaggio
corrotto finiva di corrompere anche il pensiero: pensiero e linguaggio si
condizionano reciprocamente come ben sanno gli psicologi ed i linguisti.
Ed infatti il
linguaggio, che potrebbe servire a far comprendere la realtà e descrivere
fedelmente fatti aiutando ascoltatori o lettori a comprendere le connessioni
fra eventi diversi e le loro cause,
sempre più sta generando invece opinioni che, invece di essere frutto di ragionamento sui fatti, diventano
etichette da applicare agli eventi
imponendo così come risultato finale opinioni fondate non su
ragionamento ma su propaganda.
Uno degli aspetti
più evidenti e preoccupanti del degrado è evidenziato dalla facilità
/faciloneria con cui vengono coniati nuovi termini come etichette da applicare
in senso spregiativo a coloro che si oppongono alle narrazioni dominanti
(memento: "in tutte le epoche le opinioni dominanti sono sempre quelle
delle classi dominanti " come si legge nell' Ideologia Tedesca del 1848
di Marx/Engels).
Cosí abbiamo il
termine "cospirazionista" / "complottista" che più
vago ed indefinito non potrebbe essere: indica forse un cospiratore o una congiura
o un complotto ? Evidentemente no,
poiché i cospiratori o complottisti
sono oppositori che si organizzano in segreto per rovesciare un governo
o eliminare un capo di governo o personaggio al potere, come ad esempio la
cospirazione di Bruto per l'assassinio di Cesare o la congiura di Catilina e altre simili. Ma negli anni dal 2020 in poi il termine
"cospirazionista" è stata
l'etichetta spregiativa e diffamatoria, usata per marginalizzare coloro che
rifiutavano di credere alle narrazioni ufficiali dei vari governi senza vedere
le prove dei fatti.
Un termine
analogo e ancor più perfido era quello di "negazionista":
coloro che si rifiutano di credere e
chiedono prove o dimostrazioni, in
altri tempi nelle società democratiche e civili erano stati sempre
considerati prudenti ed intelligenti (da intelligere, cioè capire e non
semplicemente credere senza capire) mentre invece dalla data sopraccitata sono
divenuti reietti, nemici del bene
comune ed esposti al ludibrio come privi di senno e irragionevoli.
Anche in altre
nazioni e lingue si è assistito al medesimo fenomeno: in Germania l'etichetta
era ad es. "Verschwörungstheoretiker", il colmo del ridicolo poiché venne applicata
a coloro che chiedevano prove e dimostrazioni per tutte le decisioni governative
(rivelatesi poi largamente infondate).
Orbene, "Verschwörung" significa congiura,
evidentemente attività segreta di gruppi di cospiratori, ma nel caso citato
erano invece liberi cittadini che semplicemente chiedevano di conoscere dati e
motivazioni e prove.
Ma non sarebbe
stato nello stile tedesco lasciare il termine a metà, e quindi
l'aggiunta di "teorico" rende l'etichetta ancor più ridicola nella
sua apparente ma vuota forza espressiva:
ogni teoria si basa infatti su un assiona almeno, cioè su un fatto
indiscutibilmente provato come ad es. la velocità immutata e costante della
luce, sulla quale Einstein ha fondato
la sua teoria della relatività.
Ma nel caso
specifico, che nemmeno menziono (basta il riferimento all'anno !) tanto è noto,
quale era l'assioma ? Una dichiarazione infondata e rivelatasi poi falsa poiché
basata su menzogne e manipolazioni di dati. Dunque era vero esattamente il
contrario: i teorici (e pratici profittatori ) della menzogna erano non gli
oppositori ai poteri esistenti bensì i titolari stessi del potere, i governanti
al servizio appunto di interessi che sarebbe corretto appunto definire
cospirativi poiché tenuti segreti (come
certe e-mail mai rese pubbliche con le quali erano stati allegramente regalati
miliardi a ditte che fornivano il proprio sedicente prodotto salvavita).
Il degrado e la
falsificazione del linguaggio evidenziato in questo esempio non è certo
l'unico: lo stesso discorso vale in un altro ambito: il mutamento climatico è
un dato di fatto esattamente vecchio come il mondo. Mai in alcun secolo passato
il clima è stato immutabile, e le cause dei giganteschi cambiamenti
(glaciazioni periodiche) non erano certo dovute all'attività umana, né all'uso
sconsiderato delle energie fossili (non risulta che i dinosauri emettessero CO2 in misura tale da modificare
il clima).
Eppure anche in
questo caso chi si rifiuta di credere
ai dati sulle supposte cause antropiche del cambiamento climatico è
definito "negazionista" e se ricopre come scienziato una cattedra universitaria viene sottoposto
ad indagine da parte delle autorità politiche (non quelle accademiche !), fatto
avvenuto ad es. nell'Università tedesca di Costanza ma non si tratta certo di
un caso isolato.
E non si tratta
qui di negare fatti evidenti: nessuno nega che consumare in due o tre secoli le
energie fossili immagazzinate dalla Terra nel corso di milioni di anni sia una spaventosa follia. La questione
tuttavia è la misura di questo impatto sul clima. E qui i dati sono piuttosto
arbitrari e andrebbero discussi e provati. Ma anche quando i fatti rivelano che
avevano ragione proprio coloro che si rifiutavano di credere ciecamente, le etichette non vengono eliminate: semel
negazionista semper negazionista.
Piuttosto si nascondono le prove scomode: ad
esempio le previsioni catastrofiche sul cambiamento climatico sono state
recentemente sensibilmente corrette al ribasso, ma tutto in sordina e con
estrema discrezione, grazie al complice silenzio degli organi di informazione
che hanno steso un pietoso velo sulla
penosa retromarcia.(2)
Un ulteriore
esempio di degrado del linguaggio nell'uso politico l'abbiamo avuto infine in
modo esemplare nel febbraio 2022: è
stato sufficiente imporre una narrazione vera ma circoscritta ad un solo episodio
e utilizzata per celare le ragioni vere e profonde del conflitto, coi notissimi
metodi della propaganda, ben illustrati dal loro teorico più famoso (Eduard
Bernais, nipote del fondatore della psicoanalisi Sigmund Freud). (1)
Ridurre un fatto
ad un episodio ed evento unico (nel caso "c'è un aggredito ed
un aggressore") senza indagare le cause e i precedenti è la negazione
più crassa e disonesta della verità, e se si aggiunge che per sicurezza le
spiegazioni alternative sono state immediatamente oggetto di censura, ci
troviamo nella medesima situazione di coloro che si arrogano il diritto di
giudicare un film di cui hanno visto solo gli ultimi 5 minuti.
Nessun giudice
onesto accetterebbe mai di emettere una sentenza se gli fosse vietato di
ascoltare i testimoni e valutare le prove di ambedue le parti in giudizio: ma questa è esattamente la situazione della
stragrande maggioranza se non della quasi totalità dei cittadini europei assoggettati dalla censura
imposta dalla Commissaria Europea sui mezzi di informazione di una delle due
parti in conflitto.
Questa censura è
stata possibile grazie all'asservimento degli organi di stampa e TV ai poteri
politici ed economico-finanziari, che non sono tanto pericolosi quando mentono
(anche se lo fanno con regolarità) bensì sono molto più perniciosi quando
occultano i fatti che contraddicono le narrazioni imposte dai poteri che li controllano.
Formalmente
dunque in Europa almeno i governi agiscono come nelle dittature fasciste, con
l'unica differenza per il momento che non usano la violenza squadrista per
intimidire o eliminare i loro avversari : li diffamano e li sanzionano ad es.
obbligando le banche a chiudere i loro conti come ad es. avvenuto contro il
giornalista e scrittore svizzero Jacques Baud, uno degli 80 così colpiti
dalle sanzioni UE (3).
Si potrebbero
aggiungere innumerevoli altri esempi di degrado del linguaggio ed in generale
del discorso politico, ma questo intervento non vuole né può essere un trattato
sull'argomento: mi limito quindi a questi pochi esempi che chi è interessato
potrà facilmente estendere ad altri casi. Ma vale forse la pena aggiungere un
ulteriore frequentissimo tipo di
degrado e falsificazione del linguaggio: l'uso degli eufemismi per
deviare l'attenzione dai fatti.
Quando nel 2008
il fallimento delle banche USA (Lemann& Brothers) fece barcollare il sistema finanziario occidentale (Cina e
Federazionne Russa non furono toccati che di striscio) il termine coniato per
ingannare i cittadini quale fu ? "Crisi bancaria" o dei "subprime" e non come nella realtà dei fatti,una truffa evidente. Infatti in sostanza il
meccanismo che originò la "crisi" fu la trovata
"geniale" di immettere sul
mercato delle obbligazioni (che le banche USA ed europee allegramente offrivano
ai loro ignari clienti) pacchetti di
titoli che comprendevano prestiti garantiti e altri aleatori e speculativi per non dire illusori. In termini
crudi sarebbe come mescolare miele e sterco
sperando che predomini il sapore del miele. Gli investitori si trovarono
invece a digerire l'altra sostanza e qui allora l'intervento degli stati
chiamati con un altro eufemismo "salvataggio delle banche": salvati
furono invece gli speculatori che avevano avuto l'idea geniale e lo scotto lo
pagarono i cittadini tutti.
Non invece le
banche complici del raggiro, che tanta
pietà non meritavano perché se invece di perdere i capitali (recuperati grazie
ai fondi pubblici loro graziosamente concessi dallo stato per "salvare il
sistema") li avessero raddoppiati
nell’investimento, nulla avrebbero dato
allo stato, probabilmente nemmeno le tasse sui profitti, mentre avendo agito da sciocchi chiedevano
invece di essere "salvati".
Dunque se truffa
diventa "crisi" nel linguaggio "politicamente
corretto" , non ci si deve stupire che
affamare con un embargo la popolazione di un'isola nel mare dei Caraibi
diventi "difesa della democrazia", cosí come l'assassinio di
capi di governo in Medio Oriente diventa "liberazione del popolo
dall'oppressione" l'identica
motivazione con cui è avvenuto il
rapimento di un presidente in Sud America, quando anche i più sprovveduti
potevano subito capire che si trattava di ciò che poi è puntualmente seguito:
la rapina delle materie prime del Paese.
Infine si deve
citare quello che è l'ultimo livello del degrado linguistico e del discorso:
l'uso di termini che dissimulano la violazione della logica più elementare. È
il caso ad esempio del termine "Facts cheker" (verificatore dei fatti) o anche i
combattenti contro le "fake news"
o notizie false.
Verificare fatti
ò notizie presuppone infatti che il
verificatore possieda la verità e confronti quindi se i fatti o le notizie
corrispondono alla verità che possiede - per grazia divina o capacità
divinatoria.
Non soltanto ogni
filosofo, ma anche qualunque persona di buon senso riderebbe su una tale costruzione illogica, poiché verificare
significa come minimo confrontare i
dati e le informazioni, rigettando
quelli che si smentiscono per contraddizioni intrinseche o estrinseche. Idem
farebbe appunto come già esplicato sopra, un giudice:"audiatur et
altera pars" (sentiamo anche l'altra parte).
Ma i "facts
checkers" procedono invece come il
Ministero della Verità descritto da George Orwell nel romanzo "1984"
, un angosciante racconto distopico che
sembra ora addirittura superato nel peggio.
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1) Propaganda:
come manipolare l'opinione pubblica ( ediz. origin. inglese 1928).
2)
https://www.quora.com/Why-have-the-IPCC-prediction-models-performed-so-poorly-predicting-global-temperatures
3) L’8 ottobre scorso il Consiglio dell’Unione
europea ha rinnovato il regime di sanzioni contro le “attività destabilizzanti”
della Russia, che riguarda 80 persone e 20 entità.Inserito in questa lista dal
15 dicembre 2025, il 71enne residente a Bruxelles è accusato dei suoi
interventi su media definiti filorussi e della diffusione di “teorie del
complotto”. Chiunque abbia letto i
suoi libri si è reso conto che tutte le fonti da lui citate sono esclusivamente
occidentali e nessuna russa, ma tant'è, i ministri degl i esteri degli stati UE
non tollerano che un colonnello che l'ONU aveva impiegato in missioni di
pacificazione in vari Paesi pubblichi documenti che smentiscono clamorosamente
la narrazione dell'UE nello specifico
caso russo-ucraino.
https://www.swissinfo.ch/ita/ue-prolunga-di-un-anno-sanzioni-contro-jacques-baud/92271309