„Highlylikely“ ... alalà ? – Dopo la storia anche il diritto internazionale viene riscritto. Che cosa si nasconde dietro la campagna russofoba e le accuse non provate di un avvelenamento in concomitanza con le elezioni presidenziali russe.
La reintroduzione ufficiale della tortura da parte del Presidente USA Bush aveva segnato un passo decisivo nello smontaggio dei diritti umani. Non che prima gli USA non praticassero le forme anche più spaventose di tortura, ma affidavano questi lavori sporchi ad altri: avevano a tal fine riciclato gli aguzzini nazisti che si erano portati in America insieme agli scienziati che li dovevano istruire nelle tecniche missilistiche).
L’attacco preventivo ad un Paese senza prove
verificabili (che infatti si dimostrarono false) è stato il passo successivo ed
ha causato fra gli uno ed i due milioni di morti in Irak ed Afganistan.
Di qui all’arrogarsi il diritto di punire chiunque
ed ovunque sulla base di accuse
prefabbricate ad hoc e mai provate è divenuta prassi corrente. L’ex Presidente ed immeritato Nobel Pace Obama decideva ogni martedì chi far assassinare con le “drone”, poi approvava
finanziamenti e distribuzione di armi ai ribelli degli Stati che rifiutavano la
sottomissione al diktat di Washington.
Il suo successore difficilmente avrebbe
potuto fare qualcosa di ancor peggio ,
ed infatti per ora, poco a parte i ruggiti contro la Corea del Nord, che si sta rimangiando per timore che si arrivi ad un accordo fra le due Corre e quindi ha accettato addirittura di incontrare il rivale Kim. Poi qualche lancio di missili per il finora presunto
ma mai provato uso di gas tossici da parte del governo siriano contro i ribelli, che invece provatamente usano la popolazione civile come scudo umano.
Toccava all’Inghilterra, ovviamente in lavoro
congiunto come si fa fra “companions in crime” fin dall'epoca Reagan -Thacher con il bombardamento di Tripoli, di compiere un ulteriore passo
verso lo smantellamento del diritto internazionale.
Come in quello penale, anche nel diritto
internazionale vale il principio della “presunzione di innocenza”: un principio
antico che già il diritto romano fin
dall’epoca di Traiano contemplava fa i
suoi capisaldi.
Questo principio è stato recepito da quasi tutte
le moderne costituzioni.
L’Inghilterra come è noto non possiede
una Costituzione (a meno che non si consideri tale la “Magna Carta” del 1250), ma ha una lunga serie di dichiarazioni dei diritti dei cittadini (Bill of
Rights 1689, Habeas Corpus 1679, ed aveva ratificato il 3 settembre 1953 la DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI
approvata il 10 dicembre 1948 dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il
cui articolo 11 recita: “Ogni individuo accusato di un reato è presunto
innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un
pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per
la sua difesa.”
Vero è che la piena applicazione di queste
convenzioni internazionali si è scontrata a lungo con la riluttanza dei
politici britannici, e non è un caso che proprio la stessa Theresa May in un
discorso nel 2013 avesse dichiarato che, in caso di una sua rielezione
(ottenuta nel 2015), si sarebbe adoperata per
uscire dalla European Court of
Human Rights ed eliminare dalla legislazione britannica la Convenzione europea dei
diritti dell’uomo (testualmente, “withdraw from the Court and repeal the Human Rights
Act” cfr. The Guardian
29.10.2013). Dunque almeno da
parte della Gran Bretagna qualcosa di simile ci si poteva attendere.
Ma che
tuttavia si potesse arrivare al punto di capovolgere questo diritto della presunzione di innocenza, già
fondamentale per i rapporti fra Stato e cittadino ma essenziale nel diritto
internazionale non lo si sarebbe immaginato.
Ci sbagliavamo: ora abbiamo al
posto della presunzione di innocenza la “presunzione di colpevolezza”: si
lanciano accuse senza prove e si impedisce al colpevolizzato non soltanto di
difendersi ma addirittura di conoscere le presunte prove … che infatti non ci
sono poiché sono sostituite dalla “highlylikely” (lo scriviamo
come una sola parola poiché … lascia senza parole.
L'avvelenamento di una spia doppiogiochista in questo particolare momento storico (rielezione di Putin, riconquista del controllo del territorio siriano da parte di Assad e quindi fine del progetto di fare della Siria un nuovo Irak o Libia, fallimento apertamente ammesso del costoso investimento statunitense in finanziamenti ed armi ai terroristi) è certo un tentativo velleitario dell' imperialismo di giustificare ulteriori sanzioni antirusse, vista l'inefficacia delle attuali, che si sono addirittura rivelate controproducenti e hanno unicamnee e gravemente danneggiato i parner europei).
Il "cui prodest" è sempre la chiave più sicura per spiegare i fatti ed i misfatti: chiunque abbia attentato alla vita di questo spione non l'ha certo fatto agli ordini della Federazione Russa (che volendolo si poteva liberare di questo spione mentre lo teneva in carcere invece di restituirlo al secondo padrone).
Si può cercare di far credere qualunque imbecillità al popolino becero (come fa ad esempio il tedesco quotidiano-carta straccia BILD ZEITUNG che in prima pagina ha pubblicato la foto di Puntin, indicato come mandante del tentato assassinio con la domanda "fino dove vuole arrivare ?"
Ma nessuna persona dotata di un minimo di buon senso potrà mai credere che l'ex capo del KGB avrebbe ordinato nel momento a lui meno favorevole un assassinio commesso lasciando le tracce più evidenti. È vero, abbiamo avuto terroristi che hanno perduto sul luogo dei massacri i propri documenti personali. Ma attribuire a Putin o al suo entourage una tale imbecillità sarebbe come attribuire il "matto del barbiere" ad un gran maestro di scacchi.
Però dobbiamo ammettere che ormai i politici si affidano sempre di più alla stupidità e credulità dei propri cittadini ai quali sanno di poter purtroppo somministrare menzogne a getto continuo contando anche sulla poca memoria delle masse.
In questo caso abbiamo tuttavia un ulteriore passo: mentre per giustificare l'attacco all'Irak erano state prodotte "prove" (costruite ad hoc e rivelatesi interamente fasulle),
qui addirittura si prescinde dalle prove: si lancia un'accusa e si pretende che l'accusato ammetta la colpa e si giustifichi.
Applicando questo invero
curioso strumento giuridico introdotto dall’ineffabile Theresa, chiunque a sua
volta potrebbe sentirsi in pieno diritto di dichiarare che costei ed il suo governo sono “highlylikely” un branco di scimuniti. Se non servono prove (che in questo caso specifico non sarebbero nemmeno tanto difficili da reperire) tutto
è possibile, tutto è ammesso e non esiste di fatto più un qualcosa che si possa
ricondurre anche soltanto vagamente al diritto internazionale.
La perfetta anarchia giuridica e l’innalzamento a base del diritto internazionale la legge del più forte o del più falso, spudorato, servile (e via di questo passo, a scelta il peggio dell’immaginabile tenendo conto che poi la realtà ci presenterà comunque qualcosa di ancora peggiore).
La perfetta anarchia giuridica e l’innalzamento a base del diritto internazionale la legge del più forte o del più falso, spudorato, servile (e via di questo passo, a scelta il peggio dell’immaginabile tenendo conto che poi la realtà ci presenterà comunque qualcosa di ancora peggiore).
Ed infine l’Unione Europea
non sarebbe quella lurida combriccola di servi vergognosi dell’imperialismo e
della NATO, foraggiati dalle lobby finanziarie ed in particolare dall’industria
degli armamenti, se non avesse a sua volta rincorso ansimante e con la bava
alla bocca il salto "giudidico" della vispa Teresa nella barbarie.
Sempre più chiara
appare la scala gerarchica delle decisioni dell'imperialismo statunitense: le prende esclusivamente il complesso industrial-militare (per riprendere il termine usato da Eisenhauer) ordina al
presidente di turno di eseguire, e costui fatta la propria parte trasmette gli ordini alla sua forza di occupazione coloniale in Europa, (NATO), che a sua volta consegna l’ordine finale alle sguattere al suo
servizio (i capi di governo dei Paesi dell’ UE).
Questa è dunque l’era della
vecchia e nuova barbarie: Hitler per giustificare l’attacco alla Polonia aveva
creato un complotto con false uniformi e finta aggressione polacca per poter
dire “es wird zurückgeschossen” ("si
risponde al fuoco").
Oggi invece è tutto semplificato: basta un “highlylightly”, suona bene in bocca, in trascrizione fonetica: /aililaikli/: viene quasi automatico aggiungere “alalà", l’urlo sguaiato delle camice nere fasciste (heja heja alalà), visto che ormai questa è la direzione non solo della Francia ma della “Europa in marcia” … sempre più marcia.
Keine Kommentare:
Kommentar veröffentlichen