La solidarietà con la Grecia è stata premiata.
Però la si dovrebbe chiamare “eutanasia”
L’argomento
fondamentale del governo tedesco (Cristiano Democratici e Socialdemocratici) e
parte della stessa opposizione (Verdi) per dire sì al salvataggio della Grecia
era la magica parola “solidarietà”, condizionata ovviamente dalla promessa
greca di ulteriori sacrifici.
Chi si è opposto
a questo ulteriore ed infame inganno (fra un anno se non prima il problema
evidentemente si ripresenterà, è stato tacciato di mancato senso di solidarietà
col popolo greco.
Come previsto da
un copione da lungo scritto, il parlamento greco ha dovuto dopo piegarsi al
diktat dell’UE/Germania, spacciato come terzo piano di salvataggio (dopo i due
già miseramente falliti), un piano che ogni economista dotato di un minimo di
intelligenza ed onestà non può che definire come “eutanasia” per l’economia
greca: ed infatti in previsione del crollo definitivo del poco rimasto
dell’economia greca il “pacchetto” di
aiuti contempla l’ipoteca sul patrimonio statale del Paese che finirà
evidentemente a prezzi stracciati nelle mani dei creditori, banche e
multinazionali estere. Un’ipoteca gestita sotto l’etichetta di “Fondo” … in
Lussemburgo (esattamente colà dove sono in realtà finiti in gran parte i
miliardi finora spacciati come aiuti alla Grecia ma intascati da pochi profittatori).
Un aspetto non è
stato tuttavia menzionato ancora da nessuno: che le “buone azioni” di questo tipo
vengono subito ricompensate. Ad esempio dopo il NO dell’assurdo referendum col
quale Tsipras aveva dimostrato la propria abissale ingenuità e totale assenza
di strategia, l’indice dei 30 maggiori
titoli della borsa tedesca, il DAX, era caduto a 10.676 punti.
Dopo
l’accettazione da parte del Parlamento greco del diktat della Cancelliera
Merkel e dei rimanenti governanti europei suoi servili portaborse,
10 giorni dopo, il 17 luglio, l’indice DAX è salito a 11.716 punti: un aumento del 9,7 %.
Vediamo
concretamente cosa ciò significa ad es. per un tipico piccolo risparmiatore
tedesco che avesse avuto nel suo deposito 500 azioni della Deutsche Bank (13.350 euro) ,
il cui corso è passato da 26,70 a 30,50 euro: in dieci giorni avrebbe
ottenuto un plusvalore di 1.900 euro, sufficiente ad esempio per una vacanza …
in Grecia. Questo plusvalore però viene ovviamente tassato alla fonte al 25 % in media,
quindi al citato risparmiatore sarebbero rimasti soltanto 1425 euro, ma il
fisco tedesco avrebbe incassato 475 euro: una situazione di soli vincitori, "win-win" come cinicamente dicono gli anglofili fingendo di non vedere che nessun guadagno è possibile senza una perdita altrui.
Sono calcoli
teorici, ovviamente, anche perché i risparmiatori tedeschi che investono in
azioni
sono meno del 10
%, per cui il calcolo suddetto va moltiplicato per 10.000 o più, ma è riservato
ai grandi patrimoni, cioè a quel 4 - 5 % dei grandi investitori che raccolgono senza
sforzi questi frutti dorati. La forbice fra poveri e milionari si allarga … per
effetto di queste manovre di “solidarietà” gestite dalla Banca Centrale Europea,
la BCE, che di fatto è più efficiente nella rapina ai diseredati della stessa Banda
Bassotti.
Se l’ Unione Europea fosse veramente un’unione solidale di popoli e non quello
che in realtà è divenuta, cioè una volgare congrega di sfruttatori e
speculatori sulle miserie altrui, la prima cosa da fare sarebbe di chiudere la
BCE e devolvere il suo grande palazzo a Francoforte, inaugurato qualche mese fa
con fiumi di spumante all’interno e l’acre odore dei candelotti fumogeni all’esterno
contro i dimostranti, a luogo di
accoglienza per i rifugiati che bussano alle porte di questa Europa della finta
solidarietà a copertura di un sempre più insopportabile egoismo predatorio.
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