Dienstag, 4. Dezember 2018

Conti … e la resa dei conti. Una farsa istruttiva per chi guarda al futuro.


I colori per designare i partiti non mi sono mai piaciuti, perché è un  modo per non menzionare direttamente le sigle (benché esse siano a loro volte spesso etichette prive di senso).  Che il governo cosiddetto “giallo-verde” o giallo-blu” fosse subordinato alla Lega lo dicono  tuttavia i colori scelti: il verde è colore complementare dell’unione giallo-blu.
Che un giovane di buona volontà ma privo di grinta non potesse competere con un animale politico del calibro di Salvini era purtroppo prevedibile. Ad onore di Di Maio va detto che ha fatto tutto il possibile ma chiaramente il compito era sovrumano. Combattere contro la mafia di Bruxelles sostenuta e foraggiata dalle lobby delle più potenti multinazionali e dal cartello della finanza speculativa mondiale è in effetti un’impresa disperata.
Disperata però finché si combatte con una mano sola e l’altra dietro la schiena:  è chiaro che voler restare nell’area euro e pretendere di poter decidere la politica economica secondo gli interessi nazionali è una contraddizione in termini, la botte piena e la moglie ubriaca. E siccome a Bruxelles a decidere c’è  anche qualche notorio ubriacone, l’impresa era destinata a fallire in partenza. La lezione amara del clamoroso fallimento di Varoufakis  e del tradimento volgare e svergognato di Tsipras non hanno evidentemente insegnato nulla.
Vero è che l’euro è come l’infezione AIDS: una volta contratta non esiste guarigione. Ma con una differenza: se questo virus monetario non si può vincere, si può almeno rinunciare a conviverci. La cura è pesantissima, ma migliore di una lunga agonia senza speranza, quale indubbiamente è il destino dei Paesi europei che preferiscono restare nella gabbia della moneta unica anziché rischiare la libertà, come il canarino che torna in gabbia perché si sente più sicuro. Evidentemente il ragionamento che fanno coloro che preferiscono restare nell’euro non richiede maggior materia cerebrale di quella di cui dispone appunto l’uccellino in gabbia.

Che il governo di cui sopra in Italia resti al potere o venga spazzato via non farà cambiare la politica di sottomissione vergognosa al diktat dell’ UE. Non si vede all’orizzonte nessun partito o gruppo politico che abbia anche soltanto un barlume di saggezza per proporre il cambio radicale ed il riacquisto della sovranità sulle decisioni economiche e monetarie.
Un Paese senza moneta sovrana è come un esercito disarmato: a mani nude non si può vincere alcuna battaglia, meglio nemmeno iniziarla. La prima cosa da fare è armarsi. E nel caso nostro non sarebbero mancati i mezzi. Le riserve auree italiane non basterebbero certo a saldare che una piccola parte  dell’enorme debito. Ma l’emissione di obbligazioni ancorate al gettito fiscale avrebbe potuto fornire nel tempo breve uno scudo contro l’attacco pianificato dalla finanza internazionale fin dall’inizio (lo spettro dello “spread” ,di cui sono tanto piene le bocche quanto vuoti i cervelli di coloro che recitano questa litania). Il blocco dei capitali in uscita ormai non è più possibile, la stalla bisognava chiuderla prima, ora il bestiame è già fuggito. E ci sarebbero certo ancora altre manovre possibili, joint venture con altri Stati che hanno interesse ad un’Europa autonoma come partner economico affidabile ed in crescita e non ad una colonia dissanguata dalle sanzioni imposte dagli USA (contro la Federazione Russa, è vero, ma che colpiscono altrettanto se non più proprio le economie europee).
Cina, Federazione Russa, BRIC e altri Paesi in crescita sarebbero un’alternativa anche per il reperimento di capitali, un’alternativa contro gli attacchi dell’altra finanza assoggettata agli USA. La salvezza per quanto difficile è possibile. Si tratta di scegliere fra compiere sacrifici volontari o continuare a subire le angherie come un volgare stato coloniale, anzi peggio, poiché tutti gli Stati colonializzati hanno prima o poi spezzato le catene, mentre l’Italia e gli altri poveri PIGS si sono  arresi accettando il dominio e regalando la sovranità al fantasma chiamato UE che altro non è che una marionetta mossa da coloro che detengono a livello mondiale il potere di vita e di morte sulle economie ed in ultima analisi su quelle che ancora si credono democrazie e sono invece semplici vassalli impotenti e servili dell’impero.   

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