Montag, 6. April 2020

L'influenza più pericolosa: lil paura-virus 

Non ho le conoscenze mediche per poter comprendere e giudicare quali sarebbero gli interventi migliori e più efficaci per salvare vite minacciate dal virus influenzale attualmente diffuso e noto popolarmente col nome di Coronavirus e battezzato scientificamente come COVID 19). 
Constato tuttavia che tutte le misure intraprese in diversi Stati nel mondo non hanno finora dato risultati particolarmente edificanti: facile dire che si è ridotto il numero di decessi quando non si conosce il numero dei contagiati. La strategia della quarantena è collaudata nel caso di infezini batteriche come peste e colera, ma per infezioni virali mi sembra decisamente insensata. 
Lo sbandamento generale  conferma indirettamente il clima di paura instauratosi senza alcun sensato motivo. Per comprendere il problema del Coronavirus basta probabilmente il buon senso e l'esperienza che tutti abbiamo su un fenomeno annuale: le influenze. Ce ne sono di più e di meno gravi, i motivi possono essere in relazione alla maggiore o minore aggressività degli agenti virali o al degrado della salute pubblica dovuta all'inquinamento, alla malnutrizione con cibi non sani, allo stile di vita sedentario di molti anziani, alla crescente obesità, allo smog, all'abuso di medicinali, insomma a tutto ciò che in passato (una o due generazioni or sono ) era diverso e meno dannoso per la salute. e ci possono essere ancora molti altri fattori che spiegano la maggiore o minore mortalità causata dalle infezioni virali. Una cosa però è certa: nessuna infezione finisce per "morte naturale del virus". Intanto i virus no nsono esseri viventi, sono paragonabili ad agenti chimici che attaccano le cellule provocando disfunzioni (semplificando in termini comprensibili a chiunque). Questi virus non sompaiono fino a che ... le popolazioni colpite non sviluppano immunità, cioè vanificano l'azione del virus aggressore che non può riprodursi distruggendo gli organismi in cui si è introdotto. In breve: TUTTI devono venire a contatto col virus per 1) acquisire l'immunità dopo breve o nessuna malattia, a seconda delle proprie capacità immunitarie; 2) ... per soccombere se lo stato di salutre è già cosí compromesso che nessuna difesa è possibile. C'è una terza categoria, quella di coloro che possono salvarsi con aiuto medico, ma non è certo la categoria più rappresentativa. Giiustamente bisogna pensare a costoro e predisporre i rimedi possibili: cosa che è mancata con ogni evidenza. E occorre che i rimedi siano anche di provata efficacia e correttamente impiegati, cosa che è tutta da dimostrare. Una conclusiione provvisoria si può tuttavia trarre: la quarantena generale (persone a richio e no) è assurda e altamente controproduce, una cura peggiore del male. Serve unicamente a spostare in avanti la fine dell'epidemia, magari fino a che al virus esistente se ne aggiunge uno nuovo ! I vaccini sono a loro volta un palliativo: trattandosi nel caso dei virus di agenti in continua mutazione, è come preparare unpiano di battaglia senza conoscere né il nemico né il lato da cui attacca. E non essendo possibile finora creare vaccini contro ogni possibile mutazione dei virus, resta come unica garanzia la difesa naturale: il rinforzo del sistema immunitario naturale, che garantisce comunque già ora la salvezza al 99 % della popolazione. Ma è ceertamente più redditizio vaccinare il 99% della popolazione piuttosto che aiutare ed educare ad una vita più sana quell'1 % della popolazione che o per povertà o ignoranza o incoscienza trascura fino a distruggere il proprio sistema immunitario naturale. E questo credo sia esattamente il problema, e poiché per risolvero la bataglia non è contro un virus ma contro il perverso sistema economico che domina il mondo (nel caso specifico la seconda maggiore fonte di profitti dopo quelle militari sono le industrie farmaceutiche), il vero virus che minaccia l'umanità è il capitalismo.

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